martedì 25 gennaio 2011

Chi soffre di DCA di solito non mira ad essere bello e accettato. In un primo momento, sì, si utilizza questa scusante credendo di migliorare la propria vita nel momento in cui si controlli il cibo. All'inizio può anche essere una motivazione valida, si capirà poi, dopo aver raggiunto un primo obiettivo che la nostra vita resta esattamente la stessa e che si può essere passati da una taglia 52 ad una 44, si potranno portare vestiti più carini, le persone crederanno che tu sia diversa, più bella, faranno apprezzamenti, ma tu, dall'euforia iniziale (durerà giusto il tempo in cui le persone non inizieranno ad abituarsi alla nuova te) passerai nuovamente al momento di stasi, di tristezza, di angoscia, di solitudine, di male di vivere a cui ti eri autorelegata prima di dare inizio alla prima fase di DCA che caratterizza tutti: la restrizione.

Quando io ho perso 20 kg alternando 400 kcal giornaliere a giorni di digiuno a più di 2000 in un'unica giornata (assai raramente) volevo che le persone mi notassero, volevo che si rendessero conto della mia esistenza, non volevo più sentirmi invisibile agli occhi degli altri. Volevo che esprimessero un giudizio su di me, chiaramente positivo, e non volevo più aver paura di confrontarmi con gruppi di persone in cui le ragazze erano sicuramente più magre e più belle.
Per un po' è andata bene, giusto qualche mese e forse pure qualcosa di più ma cosa è successo poi? E' successo che le persone non notavano più i miei progressi, arrivata a perdere un certo peso la mia testa non riusciva più a controllare in modo così ligio le calorie e quindi inizio a mantenere con molta fatica, aggiungo, il peso appena raggiunto. Ritorno ad essere una ragazza normale, simpatica e con senso dell'umorismo sì, ma pur sempre valentina-una-ragazza-esteticamente-normale niente più "quanto sei dimagrita" "sei magrissima" ecc ecc ecc.

Inizia qui in genere la seconda fase, quella in cui prova a restringere ancora ma non è più semplice come prima, quindi alterni giorni di totale abbuffata a giorni di digiuno e così via finchè la tua psiche potrà reggere, di conseguenza alterni giorni di totale irascibilità, pianti, depressione, tristezza, senso di vuoto e di autoimplosione a semi-deliri di onnipotenza in cui non riesci a stare a casa e continui a muoverti e a parlare e a dire e a fare.

La seconda fase è la più breve, è quella che mina di più al tuo equilibrio, è quella che quando la vivi inizi ad accorgerti che niente sarà più come prima, quindi prendi quei primi kg, che saranno giusto 3-4 ma che ti sembreranno 20, chiudi il mondo fuori e tu stessa dentro. La tristezza si farà sempre più spazio e la forza di digiunare per evitare i danni commessi sarà sempre inferiore.

E' così che inzia la terza fase, quella del binge continuo, quella in cui mangi cibo su cibo senza rendertene conto, in cui le lacrime si confondono con la nutella e i biscotti e in cui la presenza di persone che possano vagamente intuire il tuo problema si fa sempre più insopportabile. Inizi a diventare intollerante alle uniche persone che si curano del tuo stato d'animo, giusto perchè sono le uniche a cui pur sapendo di rivolgere la tua rabbia sai pur sempre che saranno lì ad abbracciarti mentre hai ancora le mani sporche di cioccolato e mentre sei chiusa in camera a piangere distesa sul letto.

La quarta fase sarebbe la presa di coscienza, la forza di uscirne e di seguire, con diligenza, una terapia che abbia effetti a lungo termine e i cui risultati possano essere visibili nel tempo.
Spero di arrivarci; per ora passo dalla prima alla terza con estrema rapidità.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Avevo appena sfiorato la quarta fase quando..eccomi qui.
Empty, fase numero uno..di nuovo.

Giulia Swann ha detto...

Io sono bloccata nella seconda fase....e anche se arriverò alla quarta non sono sicura che tutto questo non ricomincerà...
Siamo sicure che non si tratti di un semplice ciclo infinito che continuerà a ripetersi?
A volte lo penso e questo mi demoralizza e spaventa...

Anonimo ha detto...

Le prime tre fasi si susseguono automaticamente una dopo l'altra, a volte si rimane altalenanti tra una fase e l'altra, la quarta invece dista anni luce dalle altre...e a volte puo' sembrare irraggiungibile...eppure tante ragazze sono guarite, quindi tanto irraggiungibile non è...
Certo che ci arriverai Valentina, te lo auguro con tutto il cuore.
Non avresti potuto descrivere meglio la nostra malattia.
Dony

Anne ha detto...

Io credo di esser saltata da una fase all'altra,senza un'ordine preciso...e a volte mischiandole anche. Boh? Sarò strana forte, allora! Un abbraccio ^^