lunedì 31 gennaio 2011

I trigger delle abbuffate - Auto analisi / Auto aiuto

Riporto qui di seguito un articolo molto utile preso da un sito che da qualche giorno a questa parte sto consultando spesso per conoscere me e i miei disordini alimentari meglio. QUI
Provo a segnare i miei trigger pre abbuffata, stampo questo foglio e lo porto al mio psichiatra questo giovedì.
Aiutiamo gli altri ad aiutarci!


Impariamo a capire cosa scatena un’abbuffata
Il fatto di soffrire periodicamente di abbuffate é uno dei criteri diagnostici sia della Bulimia Nervosa e del BED, che di certe sottoclassi di Anoressia Nervosa. Uno dei problemi che si incontra tanto nella definizione diagnostica quanto nella gestione terapeutica di questo tipo di problematiche, é quello di riuscire ad capire i motivi che scatenano le abbuffate.
A partire da questi motivi é infatti possibile iniziare a cercare di affrontare diversamente le difficoltà emotive, che stanno alla base delle abbuffate, e pensare ad eventuali comportamenti sostitutivi, che aiutino il paziente a resistere all’impulso ad abbuffarsi.
Ma come fare a capire quali sono i fattori scatenanti un’abbuffata?
Un utile strumento, molto usato in terapia dei DCA é il Binge-Eating Trigger Questionnaire (BETQ), un questionario messo a punto per la prima volta da un famoso studioso olandese, che é stato adattato alla realtà italiana uno dei più noti ricercatori italiani in materia di DCA (Vanderlinden, J., & Dalle Grave, R.) .
Noi ve lo proponiamo in due parti.
La prima, riportata di seguito, consiste nel questionario di base elaborato dai due studiosi.
La seconda, invece che troverete in fondo alla prima riporta altre possibili situazioni, tratte dalla nostra esperienza e da quella di pazienti che, prima di voi, hanno già utilizzato il questionario.
Inoltre, come vedrete, ci sono anche spazi liberi per aggiungere eventuali “trigger” che voi avete sperimentato.
Il questionario ha lo scopo di approfondire le situazioni che hanno scatenato l’abbuffata e che potranno quindi, presumibilmente, scatenarne delle altre.
Queste situazioni sono chiamate “trigger” che in inglese significa grilletto.
Se volete provare ad utilizzare questo strumento dovete cercare di indicare per ogni abbuffata il “trigger” che ha preceduto il comportamento bulimico.
Cercate di analizzare con attenzione tutte le situazioni “trigger” riportate nei due questionari e indicate con una crocetta quella o quelle che più si avvicinano alla situazione che sentite e/o pensate che abbiano provocato l’abbuffata. Sono possibili anche più situazioni “trigger” contemporaneamente.
Se volete ottenere il massimo da questo strumento, vi suggeriamo di compilare il questionario il più presto possibile dopo ogni abbuffata indicando anche il grado di sofferenza (ansia, rabbia, stress, tristezza, …) che avete provato in quella particolare situazione “trigger” e assegnando un punteggio da 0 a 10. Più alto è il punteggio più elevato è il livello di sofferenza (per esempio: 0 significa nessuna sofferenza, 5 una sofferenza media e 10 una sofferenza estrema). Tutti i punteggi tra 0 e 10 sono possibili.
E’ importante anche segnarsi, almeno in sintesi, in un foglio a parte, quali erano le emozioni dominanti nel momento in cui si è scatenata l’abbuffata.
Vi consigliamo, quindi di stampare queste pagine ( e quelle degli altri trigger) e, soprattutto, di non barare con voi stesse!

“Trigger” della mia abbuffata
Scegliete tutte le risposte che volete ed annotate per ogni risposta il livello di sofferenza assegnandogli un punteggio variabile da 0 a 10 ed il tipo di emozioni provate nel corso dell’abbuffata.

01 Mi sentivo rifiutata
02 Mi sentivo sola
03 Mi sentivo ansiosa
04 Mi sentivo in panico
05 Mi sentivo tesa
06 Mi sentivo depressa
07 Mi sentivo triste
08 Mi sentivo annoiata
09 Mi sentivo vuota dentro
10 Mi sentivo arrabbiata
11 Mi sentivo in colpa
12 Provavo vergogna
13 Mi sentivo senza valore
14 Mi sentivo non amata
15 Mi sentivo incompresa
16 Mi sentivo insoddisfatta
17 Mi sentivo irritata
18 Mi sentivo confusa
19 Mi sentivo frustrata
20 Mi sentivo disgustata
21 Avevo paura di crescere e di diventare adulta
22 Mi sentivo incapace di affrontare le responsabilità della vita
23 Ero preoccupata per il mio futuro
24 Avevo pensieri negativi su di me
25 Non avevo più voglia di vivere
26 Mi sentivo felice
27 Mi sentivo eccitata
28 Mi sentivo apprezzata
29 Mi sentivo amata
30 Mi sentivo una fallita
31 Avevo ricevuto dei complimenti
32 Mi sentivo euforica
33 Sentivo lo stomaco pieno
34 Avevo fame/sete
35 Avevo mangiato dolci
36 Avevo mangiato carne/pesce
37 Avevo affrontato dei cibi che di solito assumo durante le abbuffate
38 Avevo visto certi cibi (ne avevo sentito l’odore)
39 Avevo bevuto certe bevande
40 Avevo bevuto alcol
41 Sentivo l’impulso di mangiare dolci
42 Avevo saltato dei pasti
43 Ero a dieta
44 Avevo mangiato dei cibi “proibiti”
45 Avevo rotto una regola dietetica
46 Avevo sentito l’impulso di abbuffarmi e non sono riuscita a resistere
47 Avevo fumato
48 Avevo preso delle droghe
49 Avevo litigato con uno o più dei miei familiari durante il pasto
50 Fuori c’era buio
51 Avevo sentito delle persone scherzare sulla sessualità
52 Qualcuno mi aveva toccato fisicamente
53 Il mio partner voleva fare l’amore
54 Dopo un rapporto sessuale mi sentivo cattiva/sporca
55 Il dottore mi aveva chiesto di spogliarmi durante una visita medica
56 Mi avevano pesata
57 Ero preoccupata per il mio peso e l’aspetto fisico
58 Mi ero pesata
59 Mi avevano fatto una fotografia
60 Mi avevano ripresa in un video
61 Avevo sentito qualcuno strillare
62 Era un giorno dell’anno che mi ricordava delle esperienze traumatiche
63 Avevo fatto esercizio fisico in modo eccessivo
64 Ero eccitata sessualmente
65 Ero in un periodo nero
66 Avevo le mestruazioni
67 Mi sentivo grassa
68 Avevo pensieri disgustosi sul mio corpo
69 Mi ero vista grassa
70 Mi ero guardata allo specchio
71 Mi ero ricordata di esperienze traumatiche/dolorose
72 Qualcuno aveva fatto dei commenti sul mio aspetto fisico
73 Un uomo mi aveva corteggiato
74 Il mio ragazzo e/o la mia famiglia mi avevano criticato
75 Avevo litigato con il mio ragazzo o con i miei genitori
Ed ecco gli altri “trigger ” non riportati nella versione originale del BETQ:
01 Avevo portato a termine un lavoro difficoltoso
02 Ero stanca mentalmente
03 Ero insoddisfatta delle mie prestazioni
04 Dovevo assumermi una responsabilità o fare una scelta
05 Non sapevo come dire di no a qualcuno o rifiutare un impegno
06 Ero stata attaccata/criticata da un/a collega o un amico/a
07 Mi dovevo confrontare con altri nella realizzazione di un lavoro
08 Temevo di non essere “la più brava”
09 Ero stanca fisicamente
10 Avevo del tempo libero da “riempire”
11 Non avevo voglia di fare un lavoro assegnatomi
12Avevo bisogno di compensare una frustrazione
13 Avevo voglia di scomparire per qualche giorno
14 Avevo bisogno di un forte stimolo per fare qualcosa
15 Temevo di essere sottoposta al giudizio di un/a collega o amico/a
16 Avevo voglia di ricominciare, di nuove emozioni
17 Avevo reagito ad un attacco o ad un’offesa
18 Avevo pensato al cibo nello stomaco
19 Mi era venuto in mente del cibo mangiato precedentemente
20 Mi ero voluta concedere un premio o un piacere
21 Avevo paura di non piacere a qualcuno
22 Temevo di essere sottoposta al giudizio di un superiore/cliente
23 Temevo di non saper realizzare un compito assegnatomi
24 Sentivo il bisogno di punirmi
25 Sentivo il bisogno di riordinare la mia vita/ i miei pensieri
26 Avevo paura di essere abbandonata o lasciata
27 Ero stata costretta ad interagire con persone sgradevoli
28 Mi sentivo pressata per eccesso di impegni
29 Avevo voglia di tagliare i legami con il mondo e le persone
30 Mi aveva dato fastidio il contatto, o l’odore, di una persona
31 Ero stata criticata /rimproverata da un superiore/cliente
32 Qualcuno mi aveva fatto stare male
33 Avevo voglia di trasgedire le solite regole
34 Provavo sentimenti negativi nei confronti di qualcuno
35 Non avevo reagito a un attacco o ad un’offesa
36 Odiavo l’idea di legarmi a qualcuno o qualcosa
37 Non volevo sentire un dolore o un’angoscia
38 Avevo paura di innamorarmi
39 Mi sentivo inutile, senza un obiettivo
40 Avevo paura di sbagliare
41 ……………………………………..
42 ……………………………………..
43 ……………………………………..
44 ……………………………………..
45 ……………………………………..

PS: ho evidenziato solamente i motivi generici scatenanti delle mie abbuffate e non ho registrato il livello in cui sento una determinata emozione/sensazione perchè non sono reduce da un'abbuffata al momento quindi non saprei valutare in modo generico. Spero vi sia di aiuto

domenica 30 gennaio 2011

Ogni nuovo inizio

Ieri mi sono addormentata piena di buoni propositi e questa mattina , a differenza delle mattine passate, ho continuato ad averli. Ho deciso che seguo la dieta prescrittami dalla dietista e di essere costante con il mio percorso di ricovero iniziato il maggio scorso ma mai portato effettivamente a termine. E' difficile dire se sia la volta buona, non lo so e sarebbe ancora presto, questa volta però ci credo e voglio farlo.

Nei momenti di debolezza mi sono ammonita ripetendomi che una persona sana non si sarebbe comportata in quel modo (mangiare di nascosto/progettare abbuffate) ed ho pensato che seguire un'alimentazione sana mi avrebbe portata a risultati certi, emotivamente e fisicamente parlando.

Ho pensato, inoltre, che soffro di questa malattia chenonpossofareamenodiconsiderareunasigla da almeno dieci anni più o meno consapevolmente e voglio che il mio corpo smetta di essermi di intralcio.

Dopo essermi lavata e vestita ho inviato un sms alla mia migliore amica M. "per la prima volta dopo molto tempo ho deciso che voglio guarire. Non dico "voglio essere più magra" ma guarire proprio. Tvb".

Ho letto il blog di Veggie e sogno di poter essere come lei tra qualche tempo.

Ciao ragazze!

sabato 29 gennaio 2011

Cosmonauta Gagarin non voltarti indietro

Volevo solo comunicare che sto bene, mi sento bene. A prescindere da tutto, ora, sono serena.

Provando a costruire qualcosa

Da un paio di notti a questa parte sogno di andare via, di scappare a volte da qualcuno, a volte da qualcosa. Ma corro proprio eh, nella maggior parte dei casi sono sempre a piedi.
Qualche giorno fa ho sognato di scappare da un amico che non volevo mi vedesse per quanto fossi ingrassata e arrivo in una cittadina limitrofa a quella in cui vivo, perdendomi. Stanotte ho sognato di scappare dai miei genitori (but what?) e non so per quale arcano motivo avrei dovuto dato che almeno in questo caso non ce ne sarebbe stata necessità.

Io voglio guarire, non voglio tentare di imbarcarmi in diete ferree per poi abbuffarmi alla prima delusione/occasione. Voglio tentare un regime alimentare sano, senza restringere per poi finire con le mani in un pacco di dolci e biscotti. Voglio smetterla di avere atteggiamenti insani che mi costringono al punto di partenza, le ho provate tutte e affidarmi alla mia testa (che qualche problema sicuro avrà date le condizioni in cui verso), non mi ha portato lontano.

Voglio affidarmi al mio psichiatra e alla mia nutrizionista e voglio imparare una buona volta a vivere a fondo le mie emozioni. Qualche volta ho provato questa sensazione, senza ricorrere al cibo per intendersi, ed è stato doloroso sì, ma soddisfacente perchè riuscivo a trovare poi  soluzioni.

Questo è un post pieno di buoni propositi, mi armerò di lavagnetta con pennarello e di post it, come ha consigliato Veggie nel suo blog, volti a ricordarmi le mie intenzioni.
Pensare positivo e per il futuro, non immediato, ma un futuro reale e concreto. La tristezza fa parte di tutti e la solitudine pure, la differenza tra me (noi/voi) e gli altri è che siamo solo più spaventate. 

 
“What’s strong with me? Hit me again! I’m not scared! I’m not scared of anything. Hit me.”
-Effy, please stop!- “I can’t.” [..]
“I’m not scared. I want to be scared! I want to be hurt! I want to remember! I’m not scared! I’m not scared! I’m not scared! “ (Skins- 4x07 Effy n'Cook)

venerdì 28 gennaio 2011

La fine non è la fine

Hai scritto sul mio corpo che la fine non è la fine

mercoledì 26 gennaio 2011

Mi sono appena fatta una doccia e mentre asciugavo i capelli davanti allo specchio del bagno mi rendevo conto quanto fossero corti per il mio viso divenuto troppo rotondo da 3-4 mesi a questa parte.
Qualche giorno fa ho provato a chiedere al parrucchiere se avessi potuto fare un prolungamento, qualcosa che me li allungasse, infoltisse e lui mi ha bellamente risposto che devo aspettare qualche altro mese, ergo, qualche altro mese coi capelli troppo corti e una faccina troppo grossa.

Continuamente provo a cambiare colore ai capelli o taglio quasi per trasferire il cambiamento che vorrei per qualcosa che non riesco a controllare verso qualcosa che controllo: i capelli.

Ho appena smesso di piangere, in bagno, mentre ero in chat con Ro., lei ha detto che mi manca l'amore ed è la dannata verità, io ho pianto ancora di più pensando a quanto abbia buttato all'aria e a quante cose abbia rinunciato per il cibo, per i dca, si intende. Quante cose mi manchino e quante cose desidererei avere in cambio. Vorrei ritornare indietro a delle date precise, a dei periodi precisi, vorrei studiare, vorrei ritornare a vivere ed è più difficile di quanto pensassi.
Non so che terapia seguire, il mio psichiatra per la seconda settimana di fila mi ha dato buca ed io sento che questa cazzo di terapia mi manca e ne ho dannato bisogno. Mi sento sola, tutto questo blog è colmo di solitudine, si legge solo di cibo e numeri e nient'altro. Nessuna vita, che persona di merda che sono.
L'unica cosa che questo DCA mi ha portato è il mare di bugie con cui continuamente riempio i miei rapporti con le persone e il mare di domande sul versante che-fine-hai-fatto sei-scomparsa stai-scopando rivolte alla mia perpetua assenza. Clap clap a me

martedì 25 gennaio 2011

Chi soffre di DCA di solito non mira ad essere bello e accettato. In un primo momento, sì, si utilizza questa scusante credendo di migliorare la propria vita nel momento in cui si controlli il cibo. All'inizio può anche essere una motivazione valida, si capirà poi, dopo aver raggiunto un primo obiettivo che la nostra vita resta esattamente la stessa e che si può essere passati da una taglia 52 ad una 44, si potranno portare vestiti più carini, le persone crederanno che tu sia diversa, più bella, faranno apprezzamenti, ma tu, dall'euforia iniziale (durerà giusto il tempo in cui le persone non inizieranno ad abituarsi alla nuova te) passerai nuovamente al momento di stasi, di tristezza, di angoscia, di solitudine, di male di vivere a cui ti eri autorelegata prima di dare inizio alla prima fase di DCA che caratterizza tutti: la restrizione.

Quando io ho perso 20 kg alternando 400 kcal giornaliere a giorni di digiuno a più di 2000 in un'unica giornata (assai raramente) volevo che le persone mi notassero, volevo che si rendessero conto della mia esistenza, non volevo più sentirmi invisibile agli occhi degli altri. Volevo che esprimessero un giudizio su di me, chiaramente positivo, e non volevo più aver paura di confrontarmi con gruppi di persone in cui le ragazze erano sicuramente più magre e più belle.
Per un po' è andata bene, giusto qualche mese e forse pure qualcosa di più ma cosa è successo poi? E' successo che le persone non notavano più i miei progressi, arrivata a perdere un certo peso la mia testa non riusciva più a controllare in modo così ligio le calorie e quindi inizio a mantenere con molta fatica, aggiungo, il peso appena raggiunto. Ritorno ad essere una ragazza normale, simpatica e con senso dell'umorismo sì, ma pur sempre valentina-una-ragazza-esteticamente-normale niente più "quanto sei dimagrita" "sei magrissima" ecc ecc ecc.

Inizia qui in genere la seconda fase, quella in cui prova a restringere ancora ma non è più semplice come prima, quindi alterni giorni di totale abbuffata a giorni di digiuno e così via finchè la tua psiche potrà reggere, di conseguenza alterni giorni di totale irascibilità, pianti, depressione, tristezza, senso di vuoto e di autoimplosione a semi-deliri di onnipotenza in cui non riesci a stare a casa e continui a muoverti e a parlare e a dire e a fare.

La seconda fase è la più breve, è quella che mina di più al tuo equilibrio, è quella che quando la vivi inizi ad accorgerti che niente sarà più come prima, quindi prendi quei primi kg, che saranno giusto 3-4 ma che ti sembreranno 20, chiudi il mondo fuori e tu stessa dentro. La tristezza si farà sempre più spazio e la forza di digiunare per evitare i danni commessi sarà sempre inferiore.

E' così che inzia la terza fase, quella del binge continuo, quella in cui mangi cibo su cibo senza rendertene conto, in cui le lacrime si confondono con la nutella e i biscotti e in cui la presenza di persone che possano vagamente intuire il tuo problema si fa sempre più insopportabile. Inizi a diventare intollerante alle uniche persone che si curano del tuo stato d'animo, giusto perchè sono le uniche a cui pur sapendo di rivolgere la tua rabbia sai pur sempre che saranno lì ad abbracciarti mentre hai ancora le mani sporche di cioccolato e mentre sei chiusa in camera a piangere distesa sul letto.

La quarta fase sarebbe la presa di coscienza, la forza di uscirne e di seguire, con diligenza, una terapia che abbia effetti a lungo termine e i cui risultati possano essere visibili nel tempo.
Spero di arrivarci; per ora passo dalla prima alla terza con estrema rapidità.

lunedì 24 gennaio 2011

La verità è che non gli piaci abbastanza è la bibbia delle relazioni sentimentali.
Vale, impara!

domenica 23 gennaio 2011

Quando ho guardato il video linkato nel precedente post, pur piangendo tantissimo, pensavo che sono uscita dal periodo nerissimo dell'estate e pre-estate, il periodo in cui piangevo disperata, sul letto e sul divano, in cui piangevo così tanto da farmi mancare l'aria, in cui i pianti non facevano altro che richiamare abbuffate, in cui mi svegliavo triste, ero triste e non riuscivo nemmeno a ridere. Ricordo ancora di quella volta quando scappai a Roma da M. ed ero una presenza tanto ingombrante da generare quasi tristezza e angoscia nelle persone che mi circondavano.


Dicevo, quindi, che quella fase lì è finita, per sempre spero. Adesso alterno periodi morti o bui a periodi più o meno sereni ma il cibo e ciò che ingurgito sono, anche se stavolta coscientemente, parte integrante delle conseguenze sui miei stati d'animo. Sono nuovamente a dieta, mi arrabbio di meno, ho dei giorni in cui mangio male ma combatto con tutte le mie forze per non arrivare all'irreparabile ed ho scoperto che la sensazione di resistenza alle abbuffata mi dà enorme fiducia.

Le persone mi cercano ed io do continuamente buca. Scompaio perchè voglio essere impeccabile agli occhi delle persone, quasi inumana, ed ora come ora sono tutto fuorchè tale. Vorrei potermene fregare ma non ci riesco del tutto, quindi preferisco quasi farmi odiare piuttosto che farmi vedere. Non so se i messaggi delle persone amiche mi rincuorino o mi angoscino, ho deciso anche di cancellarmi da facebook perchè sono stanca di essere reclamata su un social network. Ci sono tante questioni che vorrei risolvere, vorrei avere più carattere e maggiore sicurezza in me stessa sotto il punto di vista fisico. Mi ritengo una persona interessante che se avesse un corpo migliore potrebbe avere attorno a sè schiere di persone, del resto già ora, da sola, sono riuscita a costruirmi ottimi rapporti e persone con dca di solito non sono poi tanto brave.
Il mio psichiatra dice che gli piace fare terapia con me perchè sono una persona con argomenti, con giudizio critico ed è diventato quasi un rapporto alla pari.
In fondo non va malissimo, non riesco ad essere troppo diligente, ok, ma non sono una di quelle che non ci prova e poi c'è un mondo che mi aspetta, e non voglio più lasciarlo aspettare.

giovedì 20 gennaio 2011

non essere soli

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d48de54e-bf0f-4464-b3a6-e34516244deb-tg1.html?p=7

E' un video su un centro per dca.
E' un video montato bene che per chi ci vive o ci ha vissuto fa male, fa piangere

martedì 18 gennaio 2011

sabato 8 gennaio 2011

Il vero problema è che pretendiamo troppo da noi stessi e dalle nostre vite. Guardo la vita delle persone che mi circondano, mi sento dannatamente migliore di loro, sono spigliata, intelligente, supporto conversazioni, sembro matura e disinvolta, piena di argomenti da condividere e di entusiasmo. Poche altre persone riescono in questo e allora mi chiedo perchè sono ancora qui a torturarmi? Il cibo c'entra ben poco in tutto questo, anzi, praticamente niente se sono una persona così insicura.

Spesso penso a quando ero normale/magra e veramente mi sentivo fortissima. Mi sembrava di avere il mondo ai miei piedi, deliri di onnipotenza a gogo perchè tutto quello di prima più una ragazza esteticamente carina. Ero però la stessa persona, posso continuare ad esserlo, vorrei solo autoconvincermene.