giovedì 3 febbraio 2011

Every day is a day just like any others

Non scriverò mai più su questo blog, lo cancellerò dalla cronologia del mio pc di comune accordo con il mio psichiatra (anche se lui non me lo ha chiesto in modo esplicito ma con un "perchè non la smetti di leggere certe cose?"). E' un mondo da cui voglio allontanarmi e se continuo a "frequentarlo" non riuscirò mai ad abbandonarlo definitivamente.
Voglio davvero guarire perchè sono migliore di tutto quello che sono qui, tutto qua.


mercoledì 2 febbraio 2011

La luna e i falò

Devo assolutamente scrivere perchè ora non ho bisogno d'altro vorrei, anzi, stare su un divano e dire a mia madre che è il punto di non ritorno che penso di aver toccato completamente il fondo e sono distrutta, sfiduciata, senza speranza e se potessi ferirmi in un modo peggiore lo farei, così per spostare l'asse di concentrazione ad un dolore fisico più sopportabile.
Ho provato l'unico paio di pantaloni che continuava ad andarmi sebbene i 10, i 15 kg in più. A quanto pare non entrano per niente, non vanno, riescono a malapena ad arrivare alla vita e vanno così stretti che tra un bottone e l'altro ci passa la mia mano intera.
Non mi guardo nemmeno allo specchio, sono costernata, mi sento talmente vuota e perduta, sì, perduta, che non pensavo di poter mai vivere questo incubo in maniera tanto concreta. Questa scena mi si figurava davanti solo nei miei peggiori incubi, quando oramai normopeso, vedevo il periodo dell'obesità tanto lontano e non più raggiungibile.
Quando mia madre volle togliere dall'armadio i miei pantaloni di allora io le dissi che avrebbe potuto anche buttarli tanto non ci sarei mai ritornata, lei, invece, disse che li avrebbe conservati giù nello scantinato perchè non si sarebbe mai saputo. Fui un po' scocciata dalla sua mancanza di fiducia ma come per tutto il resto, adesso, sono costretta a darle ragione.

Domani ho la visita dallo psichiatra ed ho deciso che è ora di riprendere in mano la situazione, è che ho paura di fallire ancora, ma fallirò anche trenta volte, continuerò a provarci fino a riuscirci, questo è certo.

Se solo smettessi di sentire il peso delle persone in questa storia, gli occhi degli altri mi pesano così tanto che faccio fatica a non sentirmi in colpa e a pensare che il percorso sia davvero utile.

Vorrei chiedere a voi come fate ad essere diligenti, e parlo a voi che avete e state affrontanto il ricovero, un tentativo di guarigione, non persone che continuano in atteggiamenti deprecabili.
Ecco, sì, come faccio a tenermi costante?


"scrivo, perchè così facendo abbasso la febbre di sentire" F. Pessoa

Teoremi

Desiderare estremamente di essere qualcuno che non conosci perchè dalle foto la sua vita appare migliore della tua.

Edit: per lo meno "invidiabile". Troppo facile dire "migliore".

martedì 1 febbraio 2011

Le persone mi cercano, mi chiedono, mi trovano, dove sei finita, cosa fai, ci vediamo, dài!
Io però non mi sento all'altezza delle persone perchè si meritano una me più bella, non una me più grassa.
(pensiero deviato che mi agita. odio cazzo per facebook ma se mi cancello poi dicono che sono ancora più scomparsa e ansia. ansia. ansia)

La noia e la solitudine

Sono i peggiori trigger delle abbuffate. Ho capito che devo puntare molto sull'individuare queste due sensazioni, neutralizzarle, trasformarle in altro (tipo dieci sigarette, venti canne, una striscia di eroina) ed appaciarmi.
Come riempite i vostri momenti di noia/solitudine?
(ogni risposta che implichi cibo non verrà accolta, touchè)



Oggi a lavoro ho visto il padre della mia migliore amica delle scuole elementari, Alessandra A. A prima vista non non ero certa fosse davvero lui e alle sue domande circa la mia vita io ricambiavo con un "e a lei?" senza riferimento alcuno alla figlia, per fortuna dopo poco ha introdotto lui stesso l'argomento.
Alessandra è stata mia compagna di banco per i primi 4 anni di scuola elementare, probabilmente eravamo amiche anche all'asilo. Era molto bella, alta, ballava hip hop da sempre e nelle recite scolastiche era sempre la migliore, era una che ci sapeva fare, sveglia e divertente. Ad un certo punto della mia vita ho deciso però che non volevo più essere la sua amica del cuore, aveva un carattere troppo esuberante per la me timida e introversa di allora. E poi prendeva sempre tutte le mie cose senza chiedermele ed io non riuscivo mai a dirle niente.
Probabilmente anche se in quell'occasione fece finta di niente non me lo perdonò mai, tanto che anni ed anni dopo, per la precisione un annetto e mezzo fa, me lo rinfacciò "scegliesti Pina al mio posto, stronza", io le sorrisi e la abbracciai, all'epoca non avevo idea di averle fatto tanto male, lo capii in quell'istante perchè quattro anni dopo l'episodio di cui su, subii le stesse sorti anche io, what comes around turn around, come si dice, no?
Beh Alessandra è completamente cambiata, sarà più matura ma quando l'ho vista l'ultima volta l'ho trovata dannatamente ponderata, socievole sì ma tranquilla, non più leader e i suoi occhi un po' spenti, boh, sarà stata una mia impressione. E' entrata nell'esercito, mi ha detto il padre, io gli ho sorriso ed ho aggiunto un falsissimo "che brava, mi fa piacere".