Devo assolutamente scrivere perchè ora non ho bisogno d'altro vorrei, anzi, stare su un divano e dire a mia madre che è il punto di non ritorno che penso di aver toccato completamente il fondo e sono distrutta, sfiduciata, senza speranza e se potessi ferirmi in un modo peggiore lo farei, così per spostare l'asse di concentrazione ad un dolore fisico più sopportabile.
Ho provato l'unico paio di pantaloni che continuava ad andarmi sebbene i 10, i 15 kg in più. A quanto pare non entrano per niente, non vanno, riescono a malapena ad arrivare alla vita e vanno così stretti che tra un bottone e l'altro ci passa la mia mano intera.
Non mi guardo nemmeno allo specchio, sono costernata, mi sento talmente vuota e perduta, sì, perduta, che non pensavo di poter mai vivere questo incubo in maniera tanto concreta. Questa scena mi si figurava davanti solo nei miei peggiori incubi, quando oramai normopeso, vedevo il periodo dell'obesità tanto lontano e non più raggiungibile.
Quando mia madre volle togliere dall'armadio i miei pantaloni di allora io le dissi che avrebbe potuto anche buttarli tanto non ci sarei mai ritornata, lei, invece, disse che li avrebbe conservati giù nello scantinato perchè non si sarebbe mai saputo. Fui un po' scocciata dalla sua mancanza di fiducia ma come per tutto il resto, adesso, sono costretta a darle ragione.
Domani ho la visita dallo psichiatra ed ho deciso che è ora di riprendere in mano la situazione, è che ho paura di fallire ancora, ma fallirò anche trenta volte, continuerò a provarci fino a riuscirci, questo è certo.
Se solo smettessi di sentire il peso delle persone in questa storia, gli occhi degli altri mi pesano così tanto che faccio fatica a non sentirmi in colpa e a pensare che il percorso sia davvero utile.
Vorrei chiedere a voi come fate ad essere diligenti, e parlo a voi che avete e state affrontanto il ricovero, un tentativo di guarigione, non persone che continuano in atteggiamenti deprecabili.
Ecco, sì, come faccio a tenermi costante?
"scrivo, perchè così facendo abbasso la febbre di sentire" F. Pessoa
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mercoledì 2 febbraio 2011
mercoledì 7 luglio 2010
Raid aereo sul paese delle farfalle
Sto piangendo, sono stanca, vorrei sparire, essere altrove, lontana in mezzo a sconosciuti o sola col mio ipod. Sono stanca dei miei che litigano, del clima teso, di sentirmi sempre in colpa.
Vorrei essere lontano a volte, come se esistessero
Luoghi in cui alla mente non
Arrivano timori di conoscere troppo
E di non sapere nulla
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domenica 4 luglio 2010
Giorno XV
Cosa ho fatto: sono andata al mare, ho letto, ho ascoltato musica, mi sono docciata ed ora mi sto preparando la cena
Cosa ho mangiato: colazione: latte scremato+1 bicchiere di cereali; pranzo: un pezzo di anguria, uno di pesca e uno di mela;spuntino: 1 bicchiere di latte scremato; cena: 800gr di cipolle+100gr di piselli bolliti+1 pesca
Bilancio: avrei potuto fare di meglio ma non posso lamentarmi troppo
- - - -
Esiste un mondo in cui le persone mangiano quel che vogliono quando vogliono e non hanno paura di ingrassare. Esiste un mondo in cui le persone mangiano solo quando hanno fame e di solito non più di 3 volte al giorno. Esiste un mondo in cui le persone non si curano di quello che mangiano e quando lo fanno non stanno a pensare a cosa hanno mangiato, perchè lo hanno mangiato e come smaltire quanto hanno mangiato. Esiste un mondo in cui le persone non usano la parola espiare dopo la frase "ho assunto più di 500 kcal". Esiste un mondo in cui le persone non conoscono le calorie dei cibi che mangiano nè le contano mentre mangiano. Esiste un mondo in cui le persone superano le 800 kcal e si tengono al di sotto delle 2000. Esiste un mondo in cui le persone non mangiano fino a sentirsi male in un lasso di tempo brevissimo. Esiste un mondo in cui mentre si mangia non si pensa al dolore che si proverà nelle prossime ore fino all'indomani. Ed esiste un mondo in cui le persone si svegliano al mattino e non devono combattere contro il cibo, tentare di raggirare qualsiasi istinyo insano nei suoi confronti e soprattutto non sperano che la giornata finisca per potersi dichiarare finalmente vincitori.
Io vivo in un mondo in cui conto le calorie dei cibi e le conosco tutte a memoria, in cui i sensi di colpa mi vengono anche quando supero le 500 kcal e soprattutto penso a come punirmi per averlo fatto. Alcuni definiscono questo regime "starvetion", io invece lo definisco come "la mia giornata tipo per aspirare ad un po' di serenità".
Cosa ho mangiato: colazione: latte scremato+1 bicchiere di cereali; pranzo: un pezzo di anguria, uno di pesca e uno di mela;spuntino: 1 bicchiere di latte scremato; cena: 800gr di cipolle+100gr di piselli bolliti+1 pesca
Bilancio: avrei potuto fare di meglio ma non posso lamentarmi troppo
- - - -
Esiste un mondo in cui le persone mangiano quel che vogliono quando vogliono e non hanno paura di ingrassare. Esiste un mondo in cui le persone mangiano solo quando hanno fame e di solito non più di 3 volte al giorno. Esiste un mondo in cui le persone non si curano di quello che mangiano e quando lo fanno non stanno a pensare a cosa hanno mangiato, perchè lo hanno mangiato e come smaltire quanto hanno mangiato. Esiste un mondo in cui le persone non usano la parola espiare dopo la frase "ho assunto più di 500 kcal". Esiste un mondo in cui le persone non conoscono le calorie dei cibi che mangiano nè le contano mentre mangiano. Esiste un mondo in cui le persone superano le 800 kcal e si tengono al di sotto delle 2000. Esiste un mondo in cui le persone non mangiano fino a sentirsi male in un lasso di tempo brevissimo. Esiste un mondo in cui mentre si mangia non si pensa al dolore che si proverà nelle prossime ore fino all'indomani. Ed esiste un mondo in cui le persone si svegliano al mattino e non devono combattere contro il cibo, tentare di raggirare qualsiasi istinyo insano nei suoi confronti e soprattutto non sperano che la giornata finisca per potersi dichiarare finalmente vincitori.
Io vivo in un mondo in cui conto le calorie dei cibi e le conosco tutte a memoria, in cui i sensi di colpa mi vengono anche quando supero le 500 kcal e soprattutto penso a come punirmi per averlo fatto. Alcuni definiscono questo regime "starvetion", io invece lo definisco come "la mia giornata tipo per aspirare ad un po' di serenità".
venerdì 2 luglio 2010
Lista
Allora occorre fare un po' di ordine nella mia vita ed ho scoperto che fare liste mi aiuta nell'intento. Raggruppare le idee, porle per iscritto e tenerle costantemente a mente:
Non vedo l'ora che sia domani, cosa farò:
Ore
7:00 Sveglia, colazione
8:30 andrò al mare, leggerò, ascolterò musica, fumerò una sigaretta
10:00 comprare una di quelle riviste super modaiole con tante modelle belle e ricche
11:00 pausa bagno
12:00 pausa sigaretta
14:00 leggo ancora (penso che mi porterò lo Stoppelli al mare)
17:00 torno a casa, mi doccio mi tingo
19:00 piccì
21:00 scendo a fare un giro
5:00 torno a casa
Domenica:
Ore
7:00 sveglia e colazione (sempre se il giorno prima non son tornata alle 5)
8:00 jogging
9:00 doccia
10:00 mi rimetto a letto oppure starò al pc
12:00 leggo e studio un po' di divina commedia
15:00 mi guardo un film
18:00 giri blogghistici
20:00 letto? bwahaha
- - - - - - - - -
cazzo, porcodio, cazzo. perchè devo fingermi calma e pacata anche su questo blog, diomerda, perchè?
Perchè?????
Ho mangiato tantissimo tra ieri pomeriggio e oggi e se domani non inizio a digiunare mi do fuoco, lo giuro.
faccio una lista di tutto ciò che ho mangiato in questi ultimi due giorni perchè mi devo vergognare e merito insulti e vergogna altrui:
mi armo di forza di volontà e la mia punizione sarà appunto il digiuno all day long (esclusa la colazione che è UN MUST) e almeno un'ora di jogging al giorno.
DA DOMANI
ANY DAY IS A DAY JUST LIKE ANY OTHERS
Non vedo l'ora che sia domani, cosa farò:
Ore
7:00 Sveglia, colazione
8:30 andrò al mare, leggerò, ascolterò musica, fumerò una sigaretta
10:00 comprare una di quelle riviste super modaiole con tante modelle belle e ricche
11:00 pausa bagno
12:00 pausa sigaretta
14:00 leggo ancora (penso che mi porterò lo Stoppelli al mare)
17:00 torno a casa, mi doccio mi tingo
19:00 piccì
21:00 scendo a fare un giro
5:00 torno a casa
Domenica:
Ore
7:00 sveglia e colazione (sempre se il giorno prima non son tornata alle 5)
8:00 jogging
9:00 doccia
10:00 mi rimetto a letto oppure starò al pc
12:00 leggo e studio un po' di divina commedia
15:00 mi guardo un film
18:00 giri blogghistici
20:00 letto? bwahaha
- - - - - - - - -
cazzo, porcodio, cazzo. perchè devo fingermi calma e pacata anche su questo blog, diomerda, perchè?
Perchè?????
Ho mangiato tantissimo tra ieri pomeriggio e oggi e se domani non inizio a digiunare mi do fuoco, lo giuro.
faccio una lista di tutto ciò che ho mangiato in questi ultimi due giorni perchè mi devo vergognare e merito insulti e vergogna altrui:
- metà panino integrale col prosciutto crudo
- un panino di pane bianco da 100 gr almeno
- una fetta di pane col prosciutto
- due yogurt magri alla frutta
- un bicchiere di latte e cereali
- carne mista alla brace con contorni di verdure
- riso e fagioli
- due uova in padella
- un panino integrale
- una fetta di pane bianco
- almeno 5 albicocche
- una pesca
- un cucchiaio di ricotta
- 3 fette di melanzane fritte
- un bicchiere di latte e cereali
- un bicchiere di cereali senza latte
mi armo di forza di volontà e la mia punizione sarà appunto il digiuno all day long (esclusa la colazione che è UN MUST) e almeno un'ora di jogging al giorno.
DA DOMANI
ANY DAY IS A DAY JUST LIKE ANY OTHERS
mercoledì 30 giugno 2010
Summer drops
Quanto è difficile fare gli amici... Ci stavo pensando proprio ieri ed Ed. pareva pure convenire.
Sento che qualcosa (e forse più) mi stia sfuggendo di mano, non riesco a capire per quale motivo sia così difficile ricomporre il vaso, i tasselli non si incastrano e ne mancano molti.
Sembra che per quanto mi impegni (ma lo sto facendo abbastanza?) di evitare di far male o di offendere o di intristire i miei amici tutto si ritorca contro, e non so nemmeno spiegarmi il perchè. E' questo il problema.
Sto cercando di non far pesare agli altri il mio male di vivere, le mie crisi post cibo, la mia sensazione di vuoto e di alienazione però a quanto pare non serve a nulla e finisco inevitabilmente per ferire comunque. Sto provando a digiunare perchè solo in questo modo riesco a trovare la forza di aiutarmi a ricomporre il tutto eppure non basta.
C'è un senso di impotenza a cui mi sento particolarmente legata, mi sento lontana da tutti, persino dai miei migliori amici come se fossi un'estranea, come se mi trattassero come un'estranea, ma chi sono io? Lo sto capendo?
Non so cosa fare nè come fare, vorrei solo scomparire, essere invisibile e non pesare più.
Sento che qualcosa (e forse più) mi stia sfuggendo di mano, non riesco a capire per quale motivo sia così difficile ricomporre il vaso, i tasselli non si incastrano e ne mancano molti.
Sembra che per quanto mi impegni (ma lo sto facendo abbastanza?) di evitare di far male o di offendere o di intristire i miei amici tutto si ritorca contro, e non so nemmeno spiegarmi il perchè. E' questo il problema.
Sto cercando di non far pesare agli altri il mio male di vivere, le mie crisi post cibo, la mia sensazione di vuoto e di alienazione però a quanto pare non serve a nulla e finisco inevitabilmente per ferire comunque. Sto provando a digiunare perchè solo in questo modo riesco a trovare la forza di aiutarmi a ricomporre il tutto eppure non basta.
C'è un senso di impotenza a cui mi sento particolarmente legata, mi sento lontana da tutti, persino dai miei migliori amici come se fossi un'estranea, come se mi trattassero come un'estranea, ma chi sono io? Lo sto capendo?
Non so cosa fare nè come fare, vorrei solo scomparire, essere invisibile e non pesare più.
domenica 20 giugno 2010
Giorno IV pt 2
Mi fa molto male vedermi nelle foto, vecchie o nuove che siano.
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Giorno IV
Ieri sera sono andata con A. a casa di C. e quella che pensavo sarebbe stata una serata che non avrebbe mai avuto fine si è rivelata invece più che piacevole. Avevo iniziato a sentirmi un po' a disagio quando siamo scese giù a comprare alcolici (che ovviamente non avrei bevuto) e sono passata davanti a tante vetrine in cui riuscivo a specchiarmi seppur involontariamente e mi facevo troppo schifo. Ho iniziato quindi ad essere molto silenziosa, e una persona si accorge che in me c'è qualcosa che non va proprio quando smetto di parlare.
La serata però si è risollevata non so come nè quando, ma dopo che avevo deciso che non avrei voluto cenare per non rovinarmi la serata sono stata inspiegabilmente meglio. Abbiam cantato, parlato, fumato, loro hanno mangiato, mi hanno fatto entrambe un massaggio e mi hanno trattato come una ragazzina. E sentirmi coccolata non mi è dispiaciuto affatto.
Sono entrambe molto carine con me e mi piace un sacco starci, poi mangiano senza problemi ed ho capito quanto sia bello vedere persone che si godono quel momento fine a se stesso.
Oggi un po' di inerzia, ho fatto tutti i pasti prescritti e mi sento un po' in colpa, l'idea di iniziare a digiunare seriamente sembra presentarsi proprio dietro la porta.
Mangiare più di 1000 kcal per 3 giorni di seguito mi manda in paranoia.
Continuerò col diario alimentare, è una cosa che devo fare, non riesco a staccarmene:
Colazione: latte p. scremato macchiato+4 pasticche di aspartame+ 4 biscotti garbousera
Pranzo: 40 gr di pasta+60gr di ceci+150 gr di insalata condita con aceto balsamico+1 pesca
Spuntino: Yogurt alla ciliegia
Cena: 50 gr di pane integrale+100 gr di prosciutto crudo+insalta con aceto balsamico+3 albicocche
Solo a leggere tutto questo cibo mi vengono sensi di colpa allucinanti.
La serata però si è risollevata non so come nè quando, ma dopo che avevo deciso che non avrei voluto cenare per non rovinarmi la serata sono stata inspiegabilmente meglio. Abbiam cantato, parlato, fumato, loro hanno mangiato, mi hanno fatto entrambe un massaggio e mi hanno trattato come una ragazzina. E sentirmi coccolata non mi è dispiaciuto affatto.
Sono entrambe molto carine con me e mi piace un sacco starci, poi mangiano senza problemi ed ho capito quanto sia bello vedere persone che si godono quel momento fine a se stesso.
Oggi un po' di inerzia, ho fatto tutti i pasti prescritti e mi sento un po' in colpa, l'idea di iniziare a digiunare seriamente sembra presentarsi proprio dietro la porta.
Mangiare più di 1000 kcal per 3 giorni di seguito mi manda in paranoia.
Continuerò col diario alimentare, è una cosa che devo fare, non riesco a staccarmene:
Colazione: latte p. scremato macchiato+4 pasticche di aspartame+ 4 biscotti garbousera
Pranzo: 40 gr di pasta+60gr di ceci+150 gr di insalata condita con aceto balsamico+1 pesca
Spuntino: Yogurt alla ciliegia
Cena: 50 gr di pane integrale+100 gr di prosciutto crudo+insalta con aceto balsamico+3 albicocche
Solo a leggere tutto questo cibo mi vengono sensi di colpa allucinanti.
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sabato 19 giugno 2010
Giorno III - It's Me
La mia vita è fatta di occasioni mancate. Se dovessi trovare delle parole per descrivere tutta la mia pre e adolescenza potrei appunto utilizzare "occasioni mancate".
Il grasso e il peso del mio corpo da bambina e da ragazzina mi hanno sempre impedito di fruire della mia vita, come se fosse stata qualcosa che io non avrei mai potuto permettermi, e ancora adesso lo penso. Come se al di sopra di un certo peso tutto mi fosse vietato, autovietato.
Quando ho iniziato a dimagrire, quando ho iniziato a controllare le calorie, i cibi, i non-cibi, i vomiti e le ore in palestra mi era sembrato di aver raggiunto quei livelli in cui potessi iniziare a permettermi le cose, sebbene anche dopo aver perso 20 kg mi sentissi ancora abbastanza grassa da non-poter fare quello o quell'altro.
L'anoressia è uno stato della mente più che del corpo, su persone si manifesta come un calo di peso incessante, per altre con un controllo spasmodico del proprio corpo e di ciò che ci finisce dentro, e dire che mentre lo facevo nemmeno me ne rendevo conto. Tuttora penso di non dovermi permettere di mangiare, come se fosse un'esigenza fiseologica solo per una ristretta elite di persone (ovvero quelle che mangiano-e-non-ingrassano).
Quando ho iniziato a dimagrire e dagli 82 kg sono passata ai 60 kg ho iniziato a sentirmi quasi peggio, certo, meno occasioni mancate, ma comunque stavo male. Non riuscivo a capire quando potessi permettermi di smettere di controllare in modo maniacale la mia giornata alimentare e soprattutto mi svegliavo al mattino già stanca e impaurita, come se iniziasse così, ogni dannata mattina la mia battaglia contro il cibo. Svegliarsi e desiderare che la giornata fosse già finita.
Amavo stendermi e toccarmi le ossa del mio corpo che sul ventre e sulle spalle man mano venivano fuori e che io, grassona che non ero stata altro, non avevo mai avuto occasione di toccare, vedere, sentire, sapere che esistessero anche per me.
Quando succedeva qualcosa e sapevo che il cibo non era più lì a rincuorarmi e ad aiutarmi a dimenticare, non mangiavo perchè sapevo che l'ago della bilancia che si abbassava sarebbe stata l'unica magra consolazione alla mia triste vita. Mi sentivo più esposta al mondo, alla paura, alle delusioni ma comunque forte perchè sapevo che il mio corpo e gli specchi erano dalla mia parte.
Questa convinzione però non è stata abbastanza perchè mi è bastato un niente per crollare, per ritornare a fagocitare tutto quello che non avevo mangiato per mesi, con un'avidità senza eguali, nel minor tempo possibile, come se mentre mangiassi volessi anche dimenticare e proprio mentre mangiavo, piangente, mi dicevo che stavo facendo una cazzata ma la testa e il mio corpo erano entità separate e l'una non riusciva a rispondere ai bisogni dell'altra.
E' sempre stata colpa mia.
Qualsiasi cosa brutta sia successa nella mia vita, ho sempre pensato fosse stata colpa mia. Non ero abbastanza intelligente, nè abbastanza magra, nè abbastanza bella. Un'inadeguatezza perenne e un'autostima inesistente.
Non mangiare, riuscire a trascorrere una giornata intera con una sola mela era una vittoria e immediatamente mangiare una mela e un pacco di creakers non in programma era una sconfitta che apriva un mondo a una sconfitta ancor maggiore: mangiare, quindi, senza sosta.
Sto cercando di venirne fuori, come citavo nel post precedente, spero che questa corsa, questo affannarsi per raggiungere non so cosa (la felicità attraverso un corpo magro?), finisca. Ci sono dei giorni, dei momenti in cui mi sembra che la fine non ci sia mai per chi ha il terrore di un ritorno incombente all'obesità e i commenti di taluni quando hai messo su qualche kilo che ti sono valsi settimane di pianto ininterrotte e crisi di panico smettano di essere così dolorosi.
Il grasso e il peso del mio corpo da bambina e da ragazzina mi hanno sempre impedito di fruire della mia vita, come se fosse stata qualcosa che io non avrei mai potuto permettermi, e ancora adesso lo penso. Come se al di sopra di un certo peso tutto mi fosse vietato, autovietato.
Quando ho iniziato a dimagrire, quando ho iniziato a controllare le calorie, i cibi, i non-cibi, i vomiti e le ore in palestra mi era sembrato di aver raggiunto quei livelli in cui potessi iniziare a permettermi le cose, sebbene anche dopo aver perso 20 kg mi sentissi ancora abbastanza grassa da non-poter fare quello o quell'altro.
L'anoressia è uno stato della mente più che del corpo, su persone si manifesta come un calo di peso incessante, per altre con un controllo spasmodico del proprio corpo e di ciò che ci finisce dentro, e dire che mentre lo facevo nemmeno me ne rendevo conto. Tuttora penso di non dovermi permettere di mangiare, come se fosse un'esigenza fiseologica solo per una ristretta elite di persone (ovvero quelle che mangiano-e-non-ingrassano).
Quando ho iniziato a dimagrire e dagli 82 kg sono passata ai 60 kg ho iniziato a sentirmi quasi peggio, certo, meno occasioni mancate, ma comunque stavo male. Non riuscivo a capire quando potessi permettermi di smettere di controllare in modo maniacale la mia giornata alimentare e soprattutto mi svegliavo al mattino già stanca e impaurita, come se iniziasse così, ogni dannata mattina la mia battaglia contro il cibo. Svegliarsi e desiderare che la giornata fosse già finita.
Amavo stendermi e toccarmi le ossa del mio corpo che sul ventre e sulle spalle man mano venivano fuori e che io, grassona che non ero stata altro, non avevo mai avuto occasione di toccare, vedere, sentire, sapere che esistessero anche per me.
Quando succedeva qualcosa e sapevo che il cibo non era più lì a rincuorarmi e ad aiutarmi a dimenticare, non mangiavo perchè sapevo che l'ago della bilancia che si abbassava sarebbe stata l'unica magra consolazione alla mia triste vita. Mi sentivo più esposta al mondo, alla paura, alle delusioni ma comunque forte perchè sapevo che il mio corpo e gli specchi erano dalla mia parte.
Questa convinzione però non è stata abbastanza perchè mi è bastato un niente per crollare, per ritornare a fagocitare tutto quello che non avevo mangiato per mesi, con un'avidità senza eguali, nel minor tempo possibile, come se mentre mangiassi volessi anche dimenticare e proprio mentre mangiavo, piangente, mi dicevo che stavo facendo una cazzata ma la testa e il mio corpo erano entità separate e l'una non riusciva a rispondere ai bisogni dell'altra.
E' sempre stata colpa mia.
Qualsiasi cosa brutta sia successa nella mia vita, ho sempre pensato fosse stata colpa mia. Non ero abbastanza intelligente, nè abbastanza magra, nè abbastanza bella. Un'inadeguatezza perenne e un'autostima inesistente.
Non mangiare, riuscire a trascorrere una giornata intera con una sola mela era una vittoria e immediatamente mangiare una mela e un pacco di creakers non in programma era una sconfitta che apriva un mondo a una sconfitta ancor maggiore: mangiare, quindi, senza sosta.
Sto cercando di venirne fuori, come citavo nel post precedente, spero che questa corsa, questo affannarsi per raggiungere non so cosa (la felicità attraverso un corpo magro?), finisca. Ci sono dei giorni, dei momenti in cui mi sembra che la fine non ci sia mai per chi ha il terrore di un ritorno incombente all'obesità e i commenti di taluni quando hai messo su qualche kilo che ti sono valsi settimane di pianto ininterrotte e crisi di panico smettano di essere così dolorosi.
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