La mia vita è fatta di occasioni mancate. Se dovessi trovare delle parole per descrivere tutta la mia pre e adolescenza potrei appunto utilizzare "occasioni mancate".
Il grasso e il peso del mio corpo da bambina e da ragazzina mi hanno sempre impedito di fruire della mia vita, come se fosse stata qualcosa che io non avrei mai potuto permettermi, e ancora adesso lo penso. Come se al di sopra di un certo peso tutto mi fosse vietato, autovietato.
Quando ho iniziato a dimagrire, quando ho iniziato a controllare le calorie, i cibi, i non-cibi, i vomiti e le ore in palestra mi era sembrato di aver raggiunto quei livelli in cui potessi iniziare a permettermi le cose, sebbene anche dopo aver perso 20 kg mi sentissi ancora abbastanza grassa da non-poter fare quello o quell'altro.
L'anoressia è uno stato della mente più che del corpo, su persone si manifesta come un calo di peso incessante, per altre con un controllo spasmodico del proprio corpo e di ciò che ci finisce dentro, e dire che mentre lo facevo nemmeno me ne rendevo conto. Tuttora penso di non dovermi permettere di mangiare, come se fosse un'esigenza fiseologica solo per una ristretta elite di persone (ovvero quelle che mangiano-e-non-ingrassano).
Quando ho iniziato a dimagrire e dagli 82 kg sono passata ai 60 kg ho iniziato a sentirmi quasi peggio, certo, meno occasioni mancate, ma comunque stavo male. Non riuscivo a capire quando potessi permettermi di smettere di controllare in modo maniacale la mia giornata alimentare e soprattutto mi svegliavo al mattino già stanca e impaurita, come se iniziasse così, ogni dannata mattina la mia battaglia contro il cibo. Svegliarsi e desiderare che la giornata fosse già finita.
Amavo stendermi e toccarmi le ossa del mio corpo che sul ventre e sulle spalle man mano venivano fuori e che io, grassona che non ero stata altro, non avevo mai avuto occasione di toccare, vedere, sentire, sapere che esistessero anche per me.
Quando succedeva qualcosa e sapevo che il cibo non era più lì a rincuorarmi e ad aiutarmi a dimenticare, non mangiavo perchè sapevo che l'ago della bilancia che si abbassava sarebbe stata l'unica magra consolazione alla mia triste vita. Mi sentivo più esposta al mondo, alla paura, alle delusioni ma comunque forte perchè sapevo che il mio corpo e gli specchi erano dalla mia parte.
Questa convinzione però non è stata abbastanza perchè mi è bastato un niente per crollare, per ritornare a fagocitare tutto quello che non avevo mangiato per mesi, con un'avidità senza eguali, nel minor tempo possibile, come se mentre mangiassi volessi anche dimenticare e proprio mentre mangiavo, piangente, mi dicevo che stavo facendo una cazzata ma la testa e il mio corpo erano entità separate e l'una non riusciva a rispondere ai bisogni dell'altra.
E' sempre stata colpa mia.
Qualsiasi cosa brutta sia successa nella mia vita, ho sempre pensato fosse stata colpa mia. Non ero abbastanza intelligente, nè abbastanza magra, nè abbastanza bella. Un'inadeguatezza perenne e un'autostima inesistente.
Non mangiare, riuscire a trascorrere una giornata intera con una sola mela era una vittoria e immediatamente mangiare una mela e un pacco di creakers non in programma era una sconfitta che apriva un mondo a una sconfitta ancor maggiore: mangiare, quindi, senza sosta.
Sto cercando di venirne fuori, come citavo nel post precedente, spero che questa corsa, questo affannarsi per raggiungere non so cosa (la felicità attraverso un corpo magro?), finisca. Ci sono dei giorni, dei momenti in cui mi sembra che la fine non ci sia mai per chi ha il terrore di un ritorno incombente all'obesità e i commenti di taluni quando hai messo su qualche kilo che ti sono valsi settimane di pianto ininterrotte e crisi di panico smettano di essere così dolorosi.
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sabato 19 giugno 2010
Giorno III - It's Me
Etichette:
anoressia,
bulimia,
disturbi del comportamento alimenare,
obesità,
paura
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2 commenti:
Ciao e benvenuta,
non ero mai passata per questo blog, sono qui perchè ho visto che ti sei aggiunta ai miei sostenitori e volevo ringraziarti.
Disturbi alimentarli, li conosco bene..troppo.
Ormai sono 2 lunghi anni che passo così, li odio ma non posso fare a meno di vivere così, è l'unico modo che conosco. Non riesco ad immaginarmi senza purtroppo.
Da oggi seguo il tuo blog sperando non ti dispiaccia. Ricorda che se ti va di parlare, fare domande, lasciare commenti inutili o anche solo passare il tempo sei la benvenuta nel mio blog. Un po' di compagnia è sempre gradita.
Spero di sentirti presto.
Saluuuuuut.
ho messo su questo blog da molto poco e volevo riportare per iscritto motivi e conseguenze del male di vivere, insomma.
ho dato un'occhiata a blogspot e sono finita su diversi blog tra cui il tuo che ho iniziato a leggere e non ho potuto fare a meno di rispecchiarmi; ti ho aggiunta perchè mi andava di leggere di come si comportano gli altri e per non sentirmi più una quasi-matta.
continuerò a seguirti,
ciao a te!
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